Dsiponibile a questo indirizzo la rappresentazione grafica del file system di Android, una piccola ma interessante risorsa per chi si vuole avvicinare al mondo Android, ma anche per chi conosce e programma su questo sistema operativo ed ha bisogno di aiutino in più!
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Data la ricorrenza oggi voglio pubblicare tre Easter eggs presenti su Ubuntu 10.10
1. Da terminale digitiamo sudo apt-get moo
2. Dalla finestra “Esegui applicazione” avviabile con la combinazione di tasti “Alt+F2″ eseguiamo il comando: gegls from outer space
3. Sempre dalla finestra “Esegui applicazione” eseguiamo il comando: free the fish
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Se vogliamo utilizzare PhpMyAdmin sul nostro Ubuntu bastano pochi semplici passaggi.
Prima di tutto dobbiamo installare il pacchetto, quindi eseguiamo il comando sudo apt-get install phpmyadmin e rispondiamo alle semplici domande che ci vengono rivolte durante l’installazione.
Al termine dell’installazione dobbiamo dire al nostro Apache dove si trova il file di configurazione di PhpMyAdmin che ci permetterà di eseguirlo dal browser, quindi apriamo il file apache2.conf con il nostro editor preferito, ad esempio con sudo nano /etc/apache2/apache2.conf, ed aggiungiamo alla fine del file la seguente riga: Include /etc/phpmyadmin/apache.conf . Ora non ci resta che salvare il file e riavviare il server web con sudo /etc/init.d/apache2 restart.
A questo punto possiamo accedere al programma dall’indirizzo: http://localhost/phpmyadmin
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Uno dei requisiti più importanti per sviluppare siti web seguendo le più moderne tecnologie è senza dubbio il modulo mod_rewrite di apache attivato, ormai tutti i provider di servizi internet forniscono piani di hosting con il web server configurato a dovere ma se vogliamo utilizzare il nostro sistema Ubuntu “fatto in casa”, il mod_rewrite va configurato, perchè dopo l’installazione
di Apache il modulo non è attivo.
Prima di tutto si deve attivare la lettura del file .htaccess editando il fie /etc/apache2/sites-available/default e nella sezione DocumentRoot bisogna modificare le righe AllowOverride None con AllowOverride All.
A questo punto bisogna attivare il modulo mod_rewrite con il comando sudo a2enmod rewrite, fatto questo bisogna riavviare il server web con sudo /etc/init.d/apache2 restart.
Il modulo ora è attivo e pronto per l’uso!
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Scaricando file dalla rete a volte capita di dover scompattare archivi con estensione .daa ma con Ubuntu non esiste nessun programma che scompatta questo tipo di file perchè si tratta di un formato proprietario di PowerIso.
Per fortuna sul alla pagina http://poweriso.com/download.htm è disponibile il download del programma per Linux in formato tar.gz, quindi procediamo come segue:
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Se volete utilizzare dei dischi partizionati in NTFS su Ubuntu probabilmente non verranno riconosciuti, per risolvere il problema basta installare il pacchetto ntfs-3g eseguendo da terminale il seguente comando:
sudo apt-get install ntfs-config.
Al termine dell’installazione il disco NTFS verrà visto al volo dal sistema senza nessun riavvio.
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Se utilizzate Ubuntu 10.10 e avete un ricevitore usb wireless Sitecom wl-315 vi sarete accorti che la periferica viene vista dal sistema ma non riesce a collegarsi alla rete.
Per risolvere questo problema basta aggiungere al file /etc/modprobe.d/blacklist.conf la seguente riga :
blacklist rt2800usb
Occorre riavviare il sistema e la periferica funzionerà correttamente.
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È ormai da tempo che stiamo riorganizzando l’infrastruttura tecnica e dall’alto è arrivato “l’ordine” di equipaggiare le macchine con un ambiente grafico via web per la gestione dei sistemi per evitare di configurare tutto alla vecchia maniera direttamente da shell.
La richiesta è stata quella di valutare Web Host Manager e le sue eventuali alternative “gratuite” e dopo varie installazioni e test su un nuovo server CentOS è arrivata la sorpresa, o meglio la conferma: l’alternativa gratuita giusta a Web Host Manager è risultata Webmin, abbiamo installato l’ultima versione, riscontrando con il tema “Blue Framed”, un’ottima usabilità!
La scelta è stata fatta ma se qualcuno ha dei suggerimenti da propormi sono ben disposto a provare!

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Se state lanciando un script bash da php e non funziona provate a lanciarlo da shell e se il risultato è l’errore:
bad interpreter: No such file or directory
probabilmente non viene riconosciuto il bash oppure, più semplicemente, il file è stato formattato con i caratteri di a capo in stile Windows e non Unix.
In pratica Windows per andare a capo scrive \r\n, invece un file bash corretto deve utilizzare solamente \n, quindi basta formattare il file in formato Unix e il problema si risolve.
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Molte volte mi è capitato di dover lavorare tramite terminale collegato in ssh e cercare parti di stringhe all’interno di files, ma nella maggior parte dei casi l’output del comando grep risulta un po’ disordinato e non si riesce a capire al volo quali files sono interessati.
Allora ho scritto questo comando che risolve i problemi di lettura, mostrando l’elenco dei files “pulito”.
grep -i ‘MyString’ * | cut -f 1 -d:
In pratica dopo il pipe viene eseguito il comando cut e gli viene detto di splittare la stringa con il carattere “:” (-d:) e restituire il primo valore dello split (-f 1).
Il risultato è simile a questo esempio:
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| grep -i 'MyString' * | cut -f 1 -d:
file_prova1.php
file_prova2.php
file_prova3.php
file_prova4.php
... |
Io ho applicato questo sistema al grep ma ovviamente si può splittare qualsiasi stringa.
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